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F1 | Vettel: “Ferrari migliorata grazie alla riorganizzazione del team”
Il 2016 è stato un anno fondamentale secondo il tedesco

Maranello 17 marzo-Sebastian Vettel si è detto convinto che la Ferrari sia migliorata soprattutto grazie alla riorganizzazione interna alla Scuderia. L’addio dell’ex direttore tecnico James Allison è stato solo la punta dell’iceberg della grande riorganizzazione tecnica di Maranello che secondo Vettel ha dato i suoi frutti con l’ottimo passo mostrato dalla Ferrari SF70H nei test di Barcellona.

“Penso che siamo preparati meglio rispetto allo scorso anno, abbiamo fatto più giri” ha dichiarato il tedesco dopo i test di Barcellona. “Penso che in generale il team sia in una forma migliore. Penso che abbiamo imparato molto dallo scorso anno, e penso che lo scorso anno sia stato un anno importante per noi. Anche se guardando ai risultati si potrebbe dire che non sia stato un grande anno, penso che quello che è accaduto dietro le quinte sia stato davvero, davvero importante per fare un passo in avanti e speriamo di averlo fatto. Ma penso che avremo una prova o almeno un’idea a Melbourne o almeno nelle prime gare”.
Vettel ha aggiunto: “Lo scorso anno abbiamo imparato molto, l’intera organizzazione, l’intero team, siamo cresciuti globalmente. Penso sia stato l’anno più importante. Ovviamente il 2015 fu un anno fantastico per iniziare per me, per il team per ripartire con la missione di vincere. Il 2016 è stato un passo indietro in termini di risultati ma un grande passo in avanti in termine di organizzazione. Penso che il team stia progredendo paso dopo passo quindi dobbiamo essere pazienti ma quando il team inizierà a lavorare bene un giorno vedremo i risultati. Quanto presto non lo so. Ma è ovvio che siamo qui per avere successo”.
Come sarebbe il mondo se Enzo Ferrari non fosse mai nato?

E’ una domanda che mi balena in mente, in particolare a febbraio. Non a caso, visto che il 18 febbraio del 1898 nasceva il leggendario “Drake”. Credo non esista una sola risposta alla domanda. Ma credo che almeno su una cosa si possa essere d’accordo. Senza Enzo Ferrari, e la sua diletta figlia, la Ferrari, il mondo sarebbe meno bello. Mancherebbe qualcosa. Ancora oggi la Ferrari rappresenta il sogno incarnato di un titano della velocità. Di un uomo a suo modo geniale, cocciuto come pochi, agitatore di anime, pieno di pregi e difetti, un uomo che ha avuto una vita piena di gioie ma anche di grandi dolori; un capitano d’industria cui l’industria interessava assai poco.

Seppe dare forma ai suoi sogni, facendoli diventare i sogni di miliardi di persone. Voleva che le sue auto ed i suoi motori vincessero e fossero ammirati ovunque. E così fu.

Chi oggi, infatti, non riconosce e non ammira e non desidera quelle auto con quell'inconfondibile cavallino rampante?
Oggi, nell'anno del Signore 2017, a poche settimane dalla presentazione della monoposto di Formula 1 che avrà il difficilissimo compito di rinverdire i fasti del cavallino, dopo un 2016 decisamente imbarazzante, ci chiediamo cosa possiamo aspettarci dalla Scuderia Ferrari.
Una doverosa premessa. Chi ama la Ferrari sa quante gioie gli abbia dato. Ma sono più i dolori delle gioie. In proporzione la Ferrari avrebbe potuto vincere molto di più. Ma la Ferrari è così. Sfortunata ed in parte per propria causa. La si ama con le tante imperfezioni che nei decenni ne hanno reso più grandi i successi. Con i digiuni lunghissimi. Perché il tifoso ferrarista è innamorato. Più di chiunque altro. E gli innamorati, si sa, non lasciano mai sopire il sacro fuoco del loro amore.

Torniamo al tema: cosa possiamo aspettarci dalla Ferrari?
Fermi. Non lasciamo partire il cuore, che sarebbe troppo facile la risposta. Vogliamo che il bel sogno del campione tedesco (o di quello finnico) con la monoposto rossa si rinnovi. Vogliamo il titolo mondiale. Ma, appunto è un sogno dal sen fuggito.
Fermi. Dobbiamo usare il cervello. La calma e la ragione. Davanti abbiamo un’idra grigia, a nove teste, piena di forze, risorse, tecnici bravi e preparati, politici abili e un po’ spregiudicati e un fantino che è dotato di talento cristallino, per quanto talvolta incline alle ore piccole. Inutile pensare che si possa abbattere, di botto, una tale potenza automobilistica. La si abbatte logorandola. Se non ci logora prima lei. E poi abbiamo quell'altro bestione. Un bisonte incazzato che si nutre di bibite energizzanti, e che ha un padre talentuoso come pochi nel creare missili a 4 ruote, talvolta forzando a meraviglia le norme. E poi quei due fantini, di cui uno, si dice abbia le stimmate del campione, l’altro che le ha già mostrate.
Poi, solo dopo ci siamo noi ferraristi. Non possiamo lamentarci dei fantini. Sono bravi. Eccome. Purtroppo abbiamo smarrito da tempo la capacità di dare loro mezzi all'altezza. E’ dell’anno scorso la rivoluzione che ha allontanato alcuni pezzi pregiati dalla Ferrari. Uno di loro è stato prontamente recuperato dall’idra. Da noi si è pensato di promuovere le seconde linee, la cosiddetta “rivoluzione orizzontale” che lascia parecchi interrogativi ai più in quanto ossimoro logico. Politicamente non pesiamo più di tanto, anche se di recente i vertici della Scuderia hanno saputo muoversi in maniera apprezzabile sul scivoloso crinale politico per mettere paletti precisi a bibitari e teutonici. I motori, quelli bene o male li sappiamo fare. Non siamo bravi ne nel fare i telai (in particolare le sospensioni), ne nell’aerodinamica. Badate bene...è il nostro retaggio, il nostro “DNA”, anche senza considerare gli osceni pneumatici degli ultimi anni. Da sempre la Ferrari ha queste lacune. Basta conoscere un pochino la sua storia. Dunque...cosa possiamo aspettarci con la ragione? Qualche vittoria, magari un crescendo di prestazioni. Non credo di più. Il grosso del bottino se lo spartiranno gli altri due. Penso ci siano pochi dubbi in merito.
Però...poi...fermiamo un po’ la ragione. Lasciamo che il cuore ci faccia sognare. Non costa nulla. Poi magari ci sveglieremo e vedremo che era un incubo. Ma è un reato non sognare quando è tempo di farlo. Magari imbrocchiamo tutto e ci ritroviamo, in quest’anno di regolamenti rivoluzionati, con una monoposto decente ed una Scuderia degna di tale nome. Sperare e sognare, distingue gli esseri umani dalle macchine. E la Ferrari è la più umana delle macchine. Dunque...Forza Ferrari.

Scuderia Ferrari Club Modena "Enzo Ferrari"

L'unico Club al mondo a portare il nome "Enzo Ferrari"


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Enzo Ferrari è stato il più grande protagonista della storia dell’automobilismo dei nostri tempi.Dino Ferrari - L’uomo che ha creato un mito, il mito dell’auto sportiva, “La Ferrari” .
Siamo L’unico club al mondo che porta il nome di “Enzo Ferrari”.   La Scuderia Ferrari Club Modena, riconosciuta da Ferrari s.p.a., nasce molti anni fa e dalla fine del 2006 con l’ingresso nel club di nuovi soci, giovani e dinamici, è iniziata una fase nuova del “Club Enzo Ferrari”.
Oggi “Ferrari” è uno dei tre marchi più conosciuti al mondo e proprio per questo anche il mondo dei club dei tifosi Ferrari andava regolamentato nel giusto modo. Per questo la nuova dirigenza dello “Ferrari Club Modena Enzo Ferrari” ha deciso di condividere la filosofia di Ferrari s.p.a. aderendo alla nuova s.c.a.r.l. acquisendone una quota e prendendo il nome “Scuderia Ferrari Club Modena Enzo Ferrari”. Alla Scuderia Ferrari Club Modena Enzo Ferrari, ci si incontra, si condividono passsioni e sentimenti, si scopre il piacere di stare insieme e di fare insieme, si organizzano momenti di aggregazione e di solidarietà, si fa formazione e conoscenza professionale, si fa cultura, si sta assieme come una grande famiglia: senza alcun fine politico ed o economico, ma nella costante ricerca della perfezione dei suoi risultati. Il tutto coordinato dal nuovo presidente Armando Laschi.
Enzo Ferrari vive nelle sue automobili che rendono famosa Modena nel mondo!!!!! Il nostro grido è e sarà sempre VIVA LA FERRARI.
Facciamo ricordare al mondo che la Ferrari è stata e sarà sempre Enzo Ferrari.





La  storia di
    Il "Drake"  
     
 
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