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Formula 1 | Piero Ferrari guarda al 2017: “Mi piacerebbe vedere una Ferrari vincente”
"L'obiettivo è fare il massimo come sempre"

Piero Ferrari spera di vedere la “sua” Ferrari sul gradino più alto del podio per almeno tre volte. Secondo il dirigente italiano, infatti, l’obiettivo della Scuderia per la stagione 2017 è quello di raggiungere un numero di successi consoni al blasone della squadra.
“Chiaramente non poniamo limiti alla provvidenza” ha spiegato il figlio di Enzo Ferrari. “L’obiettivo è fare il massimo come sempre, ma spero di vedere la squadra trionfare per almeno tre volte. Mi piacerebbe vedere una Ferrari vincente durante la prossima stagione”

F1 | Ferrari e il nodo Vettel: il rinnovo del tedesco è fondamentale per la Rossa del futuro
La Ferrari inizierà il campionato con il suo pilota di punta in scadenza, con il rischio di perderlo nel 2018..

E’ un’attrazione dal color grigio che spaventa Maranello, alle prese non solo con un nuovo inizio, una nuova organizzazione interna, ma anche con un campione in bilico tra due mondi, tra il sogno e l’ambizione, tra il lato rosso a quello oscuro della forza. Il 2017 potrebbe essere un attimo, e il 2018 è già lì che attende minaccioso, perché in F1 si viaggia sempre veloci, anche e soprattutto quando si tratta di accordi e contratti.
E alla Ferrari tutto serviva fuorché avere Sebastian Vettel in scadenza di contratto. La Mercedes ha preso Valtteri Bottas per sostituire Nico Rosberg, ma il contratto di un solo anno (con opzione per il secondo) non può far dormire sonni tranquilli. Pare che Brackley punti decisa a Vettel, che potrebbe comodamente firmare nel 2018 senza nemmeno doversi prendere la briga di risolvere il rapporto con il Cavallino. Potrebbe essere, però, che lo stesso Seb ammicchi in qualche modo al sedile già precario del povero Valtteri, ragazzone affidabile e professionale che potrebbe essere sacrificato sull’altare di un eventuale dream team.
Vettel ha sposato la causa Ferrari per rivivere l’epoea del suo maestro Schumacher. Le motiviazioni – nobili, fortissime – del tedesco sono note, e anche il suo cuore ferrarista. Ma il lato romantico, arrivati ad un certo punto, potrebbe scontrarsi con il pragmatismo del cannibale, con l’ambizione di chi, giovanissimo quattro volte campione del mondo, non vuole finire troppo presto nel dimenticatoio, consegnato alla polvere dei libri di storia. Sebastian è uno dei rari piloti che vive per la vittoria, come lui pochi altri, e per la Rossa questo pregio può rappresentare la classica lama a doppio taglio.
Maranello a campionato in corso dovrà fare carte false per convincere il suo fuoriclasse a rinnovare. E’ in Vettel e su Vettel che vanno costruiti, con pazienza, i trionfi futuri. I soliti rumor parlano di un Seb che temporeggia, diviso tra la sua voglia di Ferrari e quella di (magari facili) vittorie. Non è un mistero che il nodo gordiano sarà rappresentato non tanto dalla monoposto 2017, quanto dal quadro generale della competitività della Ferrari, soprattutto in chiave futura. Il gruppo di tecnici coordinato da Binotto ha lavorato alacremente per consegnare ai piloti una buona monoposto, con la speranza di poterla ben sviluppare nel corso della stagione. Partire da una base “neutrale”, con l’obiettivo di lavorarci sopra e migliorarla, potrebbe rivelarsi una scelta saggia.
Ebbene se la Ferrari mostrerà segnali di ripresa non le sarà così improbabile strappare il rinnovo ad un Sebastian nuovamente in fiducia e motivato. E una squadra vincente non può prescindere da un condottiero carismatico, affamato e talentuoso come il pilota tedesco. Un’altra stagione tormentata, con un futuro plumbeo all’orizzonte, viceversa, potrebbe accrescere il nervosismo e il malumore di Sebastian, spingendolo ad accettare il corteggiamento della Stella a tre punte. E vedere andare via un campione così rappresenterebbe l’ennesima batosta per il Cavallino.
Spetterà anche a Seb fare una scelta importante. Il suo mentore, a fine anni novanta, resistette alla tentazione McLaren-Mercedes, e la storia gli ha dato ragione. Ma quella di Michael era un’altra Ferrari, in grande ascesa, destinata a dominare, mentre questa è ancora un punto interrogativo. Nelle difficoltà, però, si intravede finalmente un progetto, una strada intrapresa con convinzione. Basterà questo per trattenere Sebastian?
F1 | Ferrari conferma la data di presentazione della vettura 2017
La nuova monoposto sarà svelata il prossimo 24 febbraio

Oltre alla conferma di Antonio Giovinazzi, Sergio Marchionne e Maurizio Arrivabene hanno ufficializzato che la Scuderia Ferrari svelerà il disegno della nuova monoposto il prossimo 24 febbraio. La presentazione, al contrario delle previsioni iniziali, verrà eseguita sul tracciato di Fiorano (tempo permettendo.ndr) e non con l’ormai tradizionale video sul web. La Ferrari sfrutterà i pochi giri disposizione per sistemare i primi dettagli in previsione della sessione di test in Spagna e per svelare al pubblico il disegno della nuova monoposto. La Scuderia, ovviamente, pubblicherà sul proprio sito tutti i file media del caso (immagini, video, etc etc…).
La macchina sarà successivamente imballata e spedita a Barcellona per la prima sessione di test pre-stagionale.
Ferrari, la vittoria nel medio termine, la svolta autoritaria del nuovo Marchionne…
Il presidente del Cavallino ha cambiato strategia, adesso è davvero la Ferrari di Marchionne...

Più che un pranzo di Natale quello in Ferrari è stato un regolamento di conti, verso se stessi, verso i propri errori, con l’intento di fissare dei paletti precisi, di fare chiarezza, di affidare al saggio orecchio di chi ascolta parole ermetiche, che però sono un messaggio piuttosto chiaro, tutt’è saperle interpretare.
Sergio Marchionne è un presidente diverso da quello spavaldo e garibaldino del 2015. Ha imparato a sue spese quant’è difficile fare Formula 1, dimenticando gli improvvidi proclami di conquista di un anno fa, ma soprattutto spiegando la filosofia di certe scelte che fanno ancora oggi discutere.
La prima, indubbiamente, è l’ormai famosa organizzazione orizzontale del lavoro nel Reparto Corse, con il deciso ripudio di un modello piramidale affidato alla mano di un direttore tecnico di alto livello. “Ho detto certe cose perché mi sono fidato di chi mi garantiva che eravamo in vantaggio sulla concorrenza. Sostituire Allison con Binotto era la cosa giusta”. Marchionne spiega di essere rimasto scottato dalla “piramide” che doveva portarlo alla vittoria. Il rapporto tra lui e James Allison s’è compromesso in modo irrimediabile a causa della mancanza di trasparenza, di alcune informazioni poi rivelatesi errate. Marchionne ha deciso così di entrare nei meccanismi in prima persona, dando una svolta autoritaria al team, ecco perché “Paddy Lowe non ci serve“. A progettare le rutilanti bellezze rosse saranno suoi pretoriani, che lo terrano aggiornato, senza segreti o verità non dette.
Nel dare la massima fiducia al nuovo gruppo di lavoro, lo stesso presidente ha però indirettamente confermato le indiscrezioni che vogliono una Ferrari in ritardo sulla concorrenza, come da noi anticipato. La svolta realista va soltanto apprezzata, e probabilmente è la base per un futuro più “rosso” e meno “grigio”. E però Marchionne ha parlato di successi nel medio termine, saltando di fatto a piè pari un 2017 che sarà di fatto un anno di transizione, o assestamento dir si voglia. Il presidente, al contempo, si è assunto tutte le responsabilità dei prossimi risultati del Cavallino, sollevando da un lato la squadra dall’enorme pressione dell’ambiente e suggellando il suo dominato. Questa, più di quella del biennio 2015-2016 sarà la Ferrari di Sergio Marchionne, fondata sulle sue idee, senza scendere a compromessi.
Anche sul versante Vettel il discorso è abbastanza chiaro. Sebastian per il 2017 ha sposato in pieno il rosso Ferrari da professionista serio qual è, ma è impensabile strappargli il rinnovo per il 2018 senza un progetto vincente all’orizzonte. Le parti si aggiorneranno a stagione in corso, con Marchionne che ha ammesso come la Ferrari si stia guardando anche intorno. Un messaggio piuttosto chiaro anche questo: la Rossa crede nel quattro volte campione del mondo, ma non potrà trattenerlo controvoglia. Se il tedesco preferirà salpare verso acque meno agitate, Maranello non potrà far altro che prenderne atto. Dopotutto sia per vincere che per trattenere tali fuoriclasse serve la macchina, e questo il presidente l’ha capito piuttosto bene. Ma per progettare una vettura vincente servono stabilità e programmazione nel tempo, e questo devono comprenderlo i tifosi. Con fiducia, ma tanta pazienza.

8 maggio 1982. Villeneuve non se n’è mai andato
Omaggio ad un pilota che nella sua breve carriera ha sempre buttato il cuore oltre l'ostacolo

“Da Montecarlo alla Fiera di Bologna in due ore e mezzo”. Basta questa frase pronunciata dalla moglie Joanna in occasione del Passion Day che si è tenuto a Imola lo scorso weekend a capire l’essenza di Gilles Villeneuve, cresciuto a pane e velocità, la stessa che l’ha portato via.
Nato il 18 gennaio 1950 a Saint-Jean-sur-Richelieu in Canada inizia con le gare in salita, ma essendo troppo onerose passa alle motoslitte con cui si mette subito in luce.
Tornato al suo primo amore nel 1973 debutta e vince nella Formula Ford del Quebec, per poi salire di livello nella Formula Atlantic. E’ il 1977 quando la McLaren gli propone un test in F1 e un contratto. L’avventura al volante della terza McLaren Ford M23 comincia a Silverstone con un anonimo undicesimo posto, ma tra gli spettatori c’è qualcuno che rimane folgorato dallo spunto veloce di questo ragazzino così magro e alto appena 156 cm. Si chiama Enzo Ferrari.
A settembre il canadesino è già a Fiorano a provare. Il Drake ne rimane entusiasta e decide di portarlo immediatamente via al team di Woking per fargli disputare le ultime tre corse in programma.
I risultati stentano ad arrivare ma nel 1978 davanti al suo pubblico trionfa a Montreal convincendo anche i più scettici. Partito Carlos Reutemann al suo fianco la stagione successiva arriva Jody Scheckter, alla fine iridato. Si impone in Sud Africa, a Long Beach, al Watkins Glen e soprattutto a Digione da vita assieme a Rene Arnoux su Renault a uno dei duelli più emozionanti della storia del Circus.
L’80 non sarà invece così fruttuoso. Penalizzato da una 312 T5 non competitiva arriva a fine campionato con un bottino di soli sei punti. Si rifarà nel 1981 con due memorabili firme: Montecarlo e Jarama, Spagna, dove palesemente più lento di chi seguiva fu in grado ugualmente di contrastare gli attacchi.
Il 1982 la tragedia umana si mischia a quella sportiva. Siamo a Imola. Gilles è davanti e il collega di box Didier Pironi alle sue spalle. Tra di loro c’è un forte legame di amicizia che in quell’occasione si spezzerà per sempre. Dal muretto della Rossa fanno segno al francese di rallentare in modo da congelare le posizioni ed assicurarsi una doppietta tranquilla. Lui non ci sta. Vuole tagliare per primo il traguardo e così avviene.
Lo strappo è totale. Sul podio l’atmosfera è molto tesa. Ci si ritrova a Zolder in Belgio. Siamo in qualifica. 8 maggio 1982. L’Aviatore, come in tanti lo chiamavano, per una questione d’onore non accetta di finire dietro all’ormai rivale. Non può fare molto, ma spinge, spinge finché non trova davanti a sé all’improvviso la March di Jochen Mass che procede lenta. L’impatto è inevitabile e tanto violento da far balzare il corpo del 32enne dall’altro lato del tracciato. Non c’è più nulla da fare. Il sipario è calato su uno dei corridori più coinvolgenti di tutti i tempi.
Pochi anni dopo, nel 1987, se ne andrà pure il transalpino, in maniera drammatica, durante una gara di off-shore.

“Il mio passato è pieno di dolore e di tristi ricordi: mio padre, mia madre, mio fratello e mio figlio. Ora quando mi guardo indietro vedo tutti quelli che ho amato. E tra loro vi è anche questo grande uomo, Gilles Villeneuve. Io gli volevo bene”. Enzo Ferrari

Scuderia Ferrari Club Modena "Enzo Ferrari"

L'unico Club al mondo a portare il nome "Enzo Ferrari"


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Enzo Ferrari è stato il più grande protagonista della storia dell’automobilismo dei nostri tempi.Dino Ferrari - L’uomo che ha creato un mito, il mito dell’auto sportiva, “La Ferrari” .
Siamo L’unico club al mondo che porta il nome di “Enzo Ferrari”.   La Scuderia Ferrari Club Modena, riconosciuta da Ferrari s.p.a., nasce molti anni fa e dalla fine del 2006 con l’ingresso nel club di nuovi soci, giovani e dinamici, è iniziata una fase nuova del “Club Enzo Ferrari”.
Oggi “Ferrari” è uno dei tre marchi più conosciuti al mondo e proprio per questo anche il mondo dei club dei tifosi Ferrari andava regolamentato nel giusto modo. Per questo la nuova dirigenza dello “Ferrari Club Modena Enzo Ferrari” ha deciso di condividere la filosofia di Ferrari s.p.a. aderendo alla nuova s.c.a.r.l. acquisendone una quota e prendendo il nome “Scuderia Ferrari Club Modena Enzo Ferrari”. Alla Scuderia Ferrari Club Modena Enzo Ferrari, ci si incontra, si condividono passsioni e sentimenti, si scopre il piacere di stare insieme e di fare insieme, si organizzano momenti di aggregazione e di solidarietà, si fa formazione e conoscenza professionale, si fa cultura, si sta assieme come una grande famiglia: senza alcun fine politico ed o economico, ma nella costante ricerca della perfezione dei suoi risultati. Il tutto coordinato dal nuovo presidente Armando Laschi.
Enzo Ferrari vive nelle sue automobili che rendono famosa Modena nel mondo!!!!! Il nostro grido è e sarà sempre VIVA LA FERRARI.
Facciamo ricordare al mondo che la Ferrari è stata e sarà sempre Enzo Ferrari.





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