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Scuderia Ferrari Club; GP Bahrain: Sebastian Vettel regala una nuova vittoria alla Ferrari
Hamilton e Bottas completano il podio. Quarto Kimi Raikkonen.
Il principe del deserto a Sakhir è Sebastian Vettel, che va a vincere per la terza volta in Bahrain. Il pilota della Ferrari ha tagliato il traguardo davanti a Lewis Hamilton, penalizzato inoltre di 5 secondi, e Valtteri Bottas; quarta la Rossa di Kimi Raikkonen, che questa volta si è comportato altrettanto egregiamente, nonostante una partenza non proprio perfetta. Proprio al via invece è stato cruciale l’ottimo spunto di Vettel, supportato poi da una strategia impeccabile e da una monoposto che ormai ha tutte le carte in regola per tenere testa, e anche di più, alle Frecce d’Argento! Completano la top ten Ricciardo, Massa, Perez, Grosjean, Hulkenberg e Ocon.
Cronaca – Temperature più basse rispetto al resto del weekend, 25°C quella dell’aria 30°C quella dell’asfalto, ma vento a 20 km/h in pista a Sakhir. La McLaren di Vandoorne alza bandiera bianca nel giro di ricognizione per problemi alla PU, con il belga costretto ad abbandonare la gara prima del via. I primi 10 partono tutti su gomma supersoft usata. Da Kvyat a fine griglia invece sono tutti su supersoft nuova, tranne Ericsson con le soft. Si spegnono i semafori: Bottas parte bene e si tiene dietro Hamilton, che viene però infilato da Vettel. Verstappen, Ricciardo e Massa si lasciano alle spalle Raikkonen e Hulkenberg, scivolati in settima e ottava posizione. Kvyat da 11esimo scivola al 18esimo posto dopo un quasi contatto con Sainz. Al giro 2, Bottas, Vettel, Hamilton, Verstappen, Ricciardo, Massa, Raikkonen, Hulkenberg, Grosjean e Ocon. Perez supera Palmer e si prende la 12esima piazza, Raikkonen scavalca Massa in sesta posizione. Al giro 9 Stroll è il primo a fermarsi ai box, montando la mescola soft. Al giro successivo arriva il secondo ritiro: è Magnussen con la Haas. Al giro 10, Bottas, Vettel, Hamilton, Verstappen, Ricciardo, Raikkonen, Massa, Hulkenberg, Grosjean e Ocon.
Pit stop per Vettel al giro 11, il tedesco monta le supersoft nuove e rientra 12esimo. Si ferma anche Verstappen, ma al rientro in pista l’olandese finisce subito nella ghiaia, abbandonato dai freni! Ai box arriva Raikkonen, monta le supersoft usate, per rientrare quindi decimo. Al giro 13 contatto tra Stroll e Sainz, con la pista che si riempie di detriti e la safety car che entra in pista a ricompattare il gruppo. Subito ai box Bottas, seguito da Hamilton. Il britannico però rallenterà troppo all’ingresso in pit lane, con Ricciardo alle sue spalle: arriveranno quindi 5 secondi di penalità per lui, per essere andato pericolosamente troppo lento. Al giro 15, alle spalle della safety car: Vettel, Bottas, Ricciardo, Hamilton, Massa, Raikkonen, Hulkenberg, Ericsson, Perez e Grosjean. Mescola supersoft nuova per Vettel, Bottas, Perez, usata per Kimi e Grosjean, soft per tutti gli altri.
Al giro 17 rientrata la safety car. Hamilton passa subito Ricciardo, poi ci prova anche Bottas su Vettel, ma il tedesco non molla la leadership. Raikkonen più dietro si prende la posizione su Ricciardo. Alonso e Palmer sono in lotta per la 12esima piazza. Perez si prende il settimo posto ai danni di Hulkenberg. Al giro 19, Vettel, Bottas, Hamilton, Massa, Raikkonen, Ricciardo, Perez, Hulkenberg Grosjean e Ocon. Alonso, 11esimo, si difende dalla Sauber di Ericsson, superata poi da Palmer e Kvyat. Vettel viene avvisato che Hamilton e Bottas si scambieranno le posizioni, per consentire al britannico di guadagnare terreno, visto che poi dovrà scontare i 5 secondi di penalità.
Raikkonen si prende la quarta posizione su Massa e subito dopo i due della Mercedes si scambiano la piazza. Anche Ricciardo supera Massa, mentre Vettel viaggia con 6 secondi di vantaggio su Hamilton. Alonso approfitta di un ruota a ruota tra Palmer e Kvyat e si prende la 12esima piazza. Al giro 31 Bottas si ferma e monta la mescola soft nuova per arrivare fino al traguardo, rientrando settimo tra Perez e Hulkenberg. Al giro 33, pit stop per Vettel e gomma soft nuova; il tedesco rientra terzo dietro a Hamilton e Raikkonen. Al giro 35, Grosjean si prende la 13esima posizione su Wehrlein. Hamilton è leader seguito da Raikkonen, Vettel, Ricciardo, Bottas, Massa, Perez, Hulkenberg, Ocon e Kvyat. Vettel si prende la seconda posizione su Kimi. Bottas si prende il quarto posto ai danni di Ricciardo. Pit stop per Perez che monta la mescola soft nuova e da settimo rientra nono. Al giro 38 si fermano Raikkonen e Massa: il finlandese monta la soft nuova e rientra quinto, stessa gomma per il brasiliano, sesto. Gomma supersoft per Ricciardo, che rientra quinto alle spalle di Raikkonen. Al giro 41 si ferma anche Hamilton e monta la soft usata, rientrando terzo alle spalle di Bottas. Vettel torna leader della gara.
Hamilton comincia la sua caccia a Bottas prima, e quindi a Vettel, dato che dai box gli hanno detto di avere il passo per vincere. Al giro 47 Hamilton supera Bottas: poco dopo la Mercedes conferma di avere dato un ordine di scuderia. Vettel ha diversi doppiati davanti a lui ma Hamilton non riuscirà ad avvicinarsi a sufficienza per lottare per il gradino più alto del podio con il tedesco. Al giro 52 si ritira la Sauber di Ericsson, e 4 tornate dopo è il turno di Alonso, richiamato ai box per problemi al motore.
L’ultimo giro è tutto per Sebastian Vettel, che va a vincere il GP del Bahrain davanti a Hamilton e Bottas!

F1 GP Bahrain – Tempi, risultati e giri Gara
1 05 Sebastian Vettel Ferrari + 0″000 57
2 44 Lewis Hamilton Mercedes + 0″000 + 6″660 57
3 77 Valtteri Bottas Mercedes + 0″000 + 20″397 57
4 07 Kimi Raikkonen Ferrari + 0″000 + 22″475 57
5 03 Daniel Ricciardo Red Bull + 0″000 + 39″346 57
6 19 Felipe Massa Williams + 0″000 + 54″326 57
7 11 Sergio Perez Force India + 0″000 + 62″606 57
8 08 Romain Grosjean Haas + 0″000 + 74″865 57
9 27 Nico Hulkenberg Renault + 0″000 + 80″188 57
10 31 Esteban Ocon Force India + 0″000 + 95″711 57
11 94 Pascal Wehrlein Sauber + 0″000 + 1 giro 56
12 26 Daniil Kvyat Toro Rosso + 0″000 + 1 giro 56
13 30 Jolyon Palmer Renault + 0″000 + 1 giro 56
14 14 Fernando Alonso McLaren + 0″000 DNF
15 09 Marcus Ericsson Sauber + 0″000 DNF
16 55 Carlos Sainz Toro Rosso + 0″000 DNF
17 18 Lance Stroll Williams + 0″000 DNF
18 33 Max Verstappen Red Bull + 0″000 DNF
19 20 Kevin Magnussen Haas + 0″000 DNF
20 2 Stoffel Vandoorne McLaren + 0″000 DNF



Classifica Mondiale Piloti & Costruttori-Formula 1 2017





Come sarebbe il mondo se Enzo Ferrari non fosse mai nato?

E’ una domanda che mi balena in mente, in particolare a febbraio. Non a caso, visto che il 18 febbraio del 1898 nasceva il leggendario “Drake”. Credo non esista una sola risposta alla domanda. Ma credo che almeno su una cosa si possa essere d’accordo. Senza Enzo Ferrari, e la sua diletta figlia, la Ferrari, il mondo sarebbe meno bello. Mancherebbe qualcosa. Ancora oggi la Ferrari rappresenta il sogno incarnato di un titano della velocità. Di un uomo a suo modo geniale, cocciuto come pochi, agitatore di anime, pieno di pregi e difetti, un uomo che ha avuto una vita piena di gioie ma anche di grandi dolori; un capitano d’industria cui l’industria interessava assai poco.

Seppe dare forma ai suoi sogni, facendoli diventare i sogni di miliardi di persone. Voleva che le sue auto ed i suoi motori vincessero e fossero ammirati ovunque. E così fu.

Chi oggi, infatti, non riconosce e non ammira e non desidera quelle auto con quell'inconfondibile cavallino rampante?
Oggi, nell'anno del Signore 2017, a poche settimane dalla presentazione della monoposto di Formula 1 che avrà il difficilissimo compito di rinverdire i fasti del cavallino, dopo un 2016 decisamente imbarazzante, ci chiediamo cosa possiamo aspettarci dalla Scuderia Ferrari.
Una doverosa premessa. Chi ama la Ferrari sa quante gioie gli abbia dato. Ma sono più i dolori delle gioie. In proporzione la Ferrari avrebbe potuto vincere molto di più. Ma la Ferrari è così. Sfortunata ed in parte per propria causa. La si ama con le tante imperfezioni che nei decenni ne hanno reso più grandi i successi. Con i digiuni lunghissimi. Perché il tifoso ferrarista è innamorato. Più di chiunque altro. E gli innamorati, si sa, non lasciano mai sopire il sacro fuoco del loro amore.

Torniamo al tema: cosa possiamo aspettarci dalla Ferrari?
Fermi. Non lasciamo partire il cuore, che sarebbe troppo facile la risposta. Vogliamo che il bel sogno del campione tedesco (o di quello finnico) con la monoposto rossa si rinnovi. Vogliamo il titolo mondiale. Ma, appunto è un sogno dal sen fuggito.
Fermi. Dobbiamo usare il cervello. La calma e la ragione. Davanti abbiamo un’idra grigia, a nove teste, piena di forze, risorse, tecnici bravi e preparati, politici abili e un po’ spregiudicati e un fantino che è dotato di talento cristallino, per quanto talvolta incline alle ore piccole. Inutile pensare che si possa abbattere, di botto, una tale potenza automobilistica. La si abbatte logorandola. Se non ci logora prima lei. E poi abbiamo quell'altro bestione. Un bisonte incazzato che si nutre di bibite energizzanti, e che ha un padre talentuoso come pochi nel creare missili a 4 ruote, talvolta forzando a meraviglia le norme. E poi quei due fantini, di cui uno, si dice abbia le stimmate del campione, l’altro che le ha già mostrate.
Poi, solo dopo ci siamo noi ferraristi. Non possiamo lamentarci dei fantini. Sono bravi. Eccome. Purtroppo abbiamo smarrito da tempo la capacità di dare loro mezzi all'altezza. E’ dell’anno scorso la rivoluzione che ha allontanato alcuni pezzi pregiati dalla Ferrari. Uno di loro è stato prontamente recuperato dall’idra. Da noi si è pensato di promuovere le seconde linee, la cosiddetta “rivoluzione orizzontale” che lascia parecchi interrogativi ai più in quanto ossimoro logico. Politicamente non pesiamo più di tanto, anche se di recente i vertici della Scuderia hanno saputo muoversi in maniera apprezzabile sul scivoloso crinale politico per mettere paletti precisi a bibitari e teutonici. I motori, quelli bene o male li sappiamo fare. Non siamo bravi ne nel fare i telai (in particolare le sospensioni), ne nell’aerodinamica. Badate bene...è il nostro retaggio, il nostro “DNA”, anche senza considerare gli osceni pneumatici degli ultimi anni. Da sempre la Ferrari ha queste lacune. Basta conoscere un pochino la sua storia. Dunque...cosa possiamo aspettarci con la ragione? Qualche vittoria, magari un crescendo di prestazioni. Non credo di più. Il grosso del bottino se lo spartiranno gli altri due. Penso ci siano pochi dubbi in merito.
Però...poi...fermiamo un po’ la ragione. Lasciamo che il cuore ci faccia sognare. Non costa nulla. Poi magari ci sveglieremo e vedremo che era un incubo. Ma è un reato non sognare quando è tempo di farlo. Magari imbrocchiamo tutto e ci ritroviamo, in quest’anno di regolamenti rivoluzionati, con una monoposto decente ed una Scuderia degna di tale nome. Sperare e sognare, distingue gli esseri umani dalle macchine. E la Ferrari è la più umana delle macchine. Dunque...Forza Ferrari.

Scuderia Ferrari Club Modena "Enzo Ferrari"

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Enzo Ferrari è stato il più grande protagonista della storia dell’automobilismo dei nostri tempi.Dino Ferrari - L’uomo che ha creato un mito, il mito dell’auto sportiva, “La Ferrari” .
Siamo L’unico club al mondo che porta il nome di “Enzo Ferrari”.   La Scuderia Ferrari Club Modena, riconosciuta da Ferrari s.p.a., nasce molti anni fa e dalla fine del 2006 con l’ingresso nel club di nuovi soci, giovani e dinamici, è iniziata una fase nuova del “Club Enzo Ferrari”.
Oggi “Ferrari” è uno dei tre marchi più conosciuti al mondo e proprio per questo anche il mondo dei club dei tifosi Ferrari andava regolamentato nel giusto modo. Per questo la nuova dirigenza dello “Ferrari Club Modena Enzo Ferrari” ha deciso di condividere la filosofia di Ferrari s.p.a. aderendo alla nuova s.c.a.r.l. acquisendone una quota e prendendo il nome “Scuderia Ferrari Club Modena Enzo Ferrari”. Alla Scuderia Ferrari Club Modena Enzo Ferrari, ci si incontra, si condividono passsioni e sentimenti, si scopre il piacere di stare insieme e di fare insieme, si organizzano momenti di aggregazione e di solidarietà, si fa formazione e conoscenza professionale, si fa cultura, si sta assieme come una grande famiglia: senza alcun fine politico ed o economico, ma nella costante ricerca della perfezione dei suoi risultati. Il tutto coordinato dal nuovo presidente Armando Laschi.
Enzo Ferrari vive nelle sue automobili che rendono famosa Modena nel mondo!!!!! Il nostro grido è e sarà sempre VIVA LA FERRARI.
Facciamo ricordare al mondo che la Ferrari è stata e sarà sempre Enzo Ferrari.





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